Escursioni sul Vesuvio

Il Parco nazionale del Vesuvio ha realizzato nel corso del triennio 2001-2003 “La Sentieristica del Parco Nazionale del Vesuvio” costituita da 11 sentieri per una lunghezza complessiva di 54 Km di camminamento. Gli interventi hanno riguardato la mitigazione del rischio sui tracciati e l’allestimento degli stessi attraverso una segnaletica specifica per ciascun sentiero e una cartellonistica riportante le descrizioni delle principali emergenze naturalistiche, geologiche e storiche che si incontrano durante la passeggiata.

Visita agli ipogei del centro storico di Torre del Greco

L’itinerario è adatto a tutti; si parte dalla visita alla Chiesa di Santa Maria del Principio ed al suo incredibile ipogeo dove, scendendo di circa 15 metri sotto il livello attuale del suolo, sarà possibile percorrere gli ambienti della chiesa antica distrutta dall’eruzione del 1794 e ammirare l’affresco della Madonna del Principio che ha resistito ai secoli e alla potenza del vulcano.

Il percorso proseguirà per le strade del centro cittadino fino a raggiungere Piazza Santa Croce e la Chiesa dell’Assunta, altra testimonianza della rinascita della città e dei suoi luoghi simbolo dopo la distruzione del 1794. I visitatori percorreranno i cunicoli scoperti tra il 1975 e il 1976, con tracce dell’antico tessuto urbano di Torre del Greco. 

Il suggestivo Ipogeo delle Anime, antica Chiesa del Santissimo Sacramento e San Michele Arcangelo, avvolta dalla colata di lava del 1794, recuperata e restituita alla città nel settembre del 2010.

La Villa di
Giacomo Leopardi

La Villa delle Ginestre (già Carafa d’Andria-Ferrigni), è una delle Ville Vesuviane del XVIII secolo, tra quelle non allineate lungo il Miglio d’oro, situata sulla collina dei Camaldoli, nella frazione Leopardi del comune di Torre del Greco. La villa è legata anche alla vicenda biografica e artistica di Giacomo Leopardi, che vi trascorse l’ultima stagione di sua vita, e vi compose alcuni suoi componimenti, tra cui la celebre La ginestra, da cui la villa ha preso il nome. L’edificio fu costruito nel Settecento dal canonico Giuseppe Simioli, professore di teologia al Seminario Arcivescovile di Napoli, che vi ospitava spesso uomini valenti nelle lettere e nelle arti, come Bernardo Tanucci e Luigi Vanvitelli. Nell’Ottocento la villa passò alla famiglia Ferrigni. 

Il Porto

La misteriosa mano della natura ha sistemato il porto ai piedi dell’antica Turris Octava, dove l’acqua salata bagna una costa ridisegnata da secoli di sbalzi orografici.

Per chi viene dal mare è la porta d’ingresso nell’universo vesuviano, un territorio ricco di storia e di eventi geofisici, ma anche di straordinarie vicende umane, nello spazio di mare attrezzato alla fine dell’800 si delineò il destino marittimo di una popolazione. 

Monumento delle
100 Fontane

Monumento significativo per la nostra città, che raccoglie da secoli le acque di una sorgente naturale di acqua potabile alimentata dal fiume Dragone, il quale – stando ad antiche testimonianze raccolte dallo storico Francesco Balzano – aveva la sua origine alle radici del Vesuvio ed è stato completamente sommerso dalle numerose colate laviche che hanno interessato la storia locale.

Casa di
San Vincenzo Romano

La casa di san Vincenzo Romano è un edificio storico di Torre del Greco legato alla famiglia Romano ed in modo particolare a Vincenzo Romano, parroco per 33 anni della parrocchia Torrese di Santa Croce, dal 1799 al 1831, che ivi nacque, visse e morì in concetto di santità. La casa, conservata nel suo mobilio originale, è posta al primo piano di un edificio settecentesco tra i pochi sopravvissuti alla distruzione della città durante l’eruzione del 1794. Fin dalla morte del parroco Torrese la casa, in modo particolare la stanza dove morì, divenne oggetto di devozione, pellegrinaggio e preghiera da parte dei fedeli.

Villa Sora

La “contrada Sora” è la zona di maggior interesse archeologico della città. La villa è un ampio complesso monumentale risalente al I secolo d.C., che si estende su un’ampia superficie e su un’altezza originaria di tre piani, l’ultimo dei quali crollò in seguito all’eruzione del Vesuvio del 79 d.C., mentre quello inferiore restò seppellito dalla lava: ne è visitabile solo il piano intermedio. Poco lontano dalla villa, si trovano i resti di un complesso termale, ancora visitabili sulla spiaggia torrese (“Terme Ginnasio”). Doveva esservi annesso anche un piccolo porto privato, ormai perduto. La villa, già nota nel XVII secolo in seguito al ritrovamento di sculture marmoree e oggetto di scavi borbonici nel XVIII secolo, venne riscoperta nel 1974 dal Gruppo Archeologico Torrese “Col. Giuseppe Novi” di Torre del Greco.

Villa del Cardinale

L’edificio, costruito lungo la celeberrima Strada Regia delle Calabrie, oggi Via Nazionale, come la gran parte delle ville del “Miglio d’Oro”, domina la zona con la sua magnificente facciata rivolta al mare e l’edicola con la statua di San Gennaro sulla sua sommità, lì da secoli, a contemplare l’infinito. Realizzata nel 1744 dall’architetto Gennaro De Laurentiis per uso personale, nel 1746, fu acquistata dal cardinale Giuseppe Spinelli, l’allora arcivescovo di Napoli, come dimora estiva per sé e per i suoi successori: da qui la denominazione “Villa del Cardinale”. Il parco è la parte più suggestiva della villa, fedele ai progetti seguiti nel ‘700 per la realizzazione delle cosiddette “Ville di delizia” ovvero residenze estive di nobili e religiosi, volte al benessere e al diletto dei facoltosi proprietari. E’ strutturato su più piani, con un corridoio centrale, lungo il quale un tempo si susseguivano statue poste su basi di pietra. Una vasca sormontata da una grande edicola in piperno e marmo, al cui centro vi è una statua dell’Immacolata, completa il tutto.

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